Il ruolo delle tecnologie nella Digital Transformation

Ho pensato di scrivere questo post per soffermarmi un attimo sul tema relativo alle tecnologie e sul ruolo che queste hanno all’interno del processo di Digital Transformation, ovvero all’interno di una vera e propria rivoluzione culturale.

Già, sembra strano parlare di “cultura” quando si parla di “digitale”…

Osservando meglio cosa si intende per Digital Transformation vediamo effettivamente che la tecnologia (hardware e, soprattutto, software) ha un ruolo importante, ma più come fattore abilitante di cambiamenti che, in realtà, caratterizzano la sfera culturale, sociale e comportamentale dei soggetti di mercato.

La parola “Digital” quindi deve essere visto soprattutto come quel componente la cui adozione da parte dei consumatori sta portando profondi cambiamenti di portata tale da sottoporre qualsiasi azienda ad una pressione senza precedenti.
La “Transformationdiventa quindi la risposta a questi cambiamenti, al fine di mantenere un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo.

La domanda chiave quindi è:
Come dobbiamo innovare per mantenere il passo di questi cambiamenti?

Le aziende italiane stanno rispondendo in modalità diverse, che sostanzialmente possono essere riassunte in:

  • coloro che implementano progetti digitali, ovvero stanno semplicemente aggiornando la tecnologia a supporto dei processi, prodotti e servizi esistenti in modo più o meno integrato.
  • coloro che innovano (si trasformano) utilizzando gli strumenti digitali, con l’obiettivo di fornire la miglior esperienza d’acquisto al cliente , ridefinire (se necessario) il modello di business e la value proposition (CVP), migliorare le prestazioni dei processi e creare un contesto lavorativo in cui il dipendente sia in grado di esprimere al massimo le sue capacità.

Coloro che innovano trasformandosi decidono quindi di intraprendere un “viaggio”, pianificato e integrato alla strategia aziendale, che comporta spesso un cambio di mentalità al fine di creare una organizzazione agile, portata all’innovazione costante e aperta a “contaminazioni” di idee provenienti dall’ecosistema in cui operano. Un’organizzazione dove le decisioni si prendono basandosi su elementi oggettivi (i dati) piuttosto che su intuizioni o esperienze personali.

La tua azienda, i tuoi clienti, i tuoi fornitori, i tuoi concorrenti, tutti stanno vivendo questa rivoluzione digitale.

Ciò che farà la differenza sarà costituito dal livello di competenza digitale e dall’efficacia nell’utilizzo delle tecnologie per la creazione di valore per i clienti/consumatori.

In questo scenario è facile intuire che a breve emergerà chi “tirerà a campare” (per quanto tempo?), chi prospererà e chi sarà destinato ad uscire dal mercato.

La tecnologia come “accelleratore” della trasformazione

L’importanza della trasformazione digitale è dettata principalmente da due realtà di fatto:

  • la tecnologia sta evolvendo a ritmi esponenziali
  • la disponibilità dei dati è pressochè infinita e real time

Il denominatore comune che sta dietro a queste realtà riguarda i costi, sensibilmente ridotti rispetto al passato (vedi in particolare i sensori e i data storage). Ciò implica un fatto, l’ennesimo, rivoluzionario: anche le PMI possono permettersi certi investimenti, potendo così competere in maniera più efficace con aziende di ben altra dimensione.

Le tecnologie abilitanti l’Impresa 4.0

Praticamente infinite sono nuove tecnologie – e le soluzioni costruite con esse – a disposizione delle aziende in grado di cambiare in modo innovativo il modo di porsi sul mercato, fare efficienza e offrire al cliente un esperienza unica e differenziante.

Di seguito riporto quelle che mi vengono in mente, con indicazione di esempi di utilizzo e qualche riferimento (brevi video, di un minuto o poco più, prodotti dai vendors) in merito all’applicazione delle stesse.

Cloud, ovvero infrastrutture IT che permettono di supportare sia applicazioni tradizionali che di nuova generazione, raccogliendo e gestendo grandi quantità di dati. L’affidabilità, la sicurezza e la scalabilità sono gli elementi imprescindibili quando si decide di migrare verso queste infrastrutture.
Esempi di ambiti di utilizzo: ottimizzazione impiego e gestione risorse IT
Qualche riferimento: Microsoft Azure, Amazon Web Services

AR/ VR/ MR, ovvero Augmented Reality, Virtual Reality e Mixed Reality. Mi sto quindi riferendo a soluzioni tecnologiche fornite attraverso visori che consentono di integrare contenuti digitali alla realtà fisica (AR), di ricreare una realtà virtuale di un mondo immaginario al fine di rendere tale esperienza immersiva o combinare entrambe le soluzioni.
Esempi di ambiti di utilizzo: Manutenzione in remoto, rivoluzionare la customer experience dei propri clienti, supportare gli addetti in attività operative, formazione a distanza
Qualche riferimento: Amazon AR View, Microsoft Hololens

Digital Payment, ovvero sistemi di mobile payments (Remote Payments, money transfer, proximity payments, mobile POS) in grado di fornire soluzioni multi-canale costituite dall’utilizzo di piattaforme/circuiti proprietari o dalla combinazione di diverse tecnologie e algoritmi integrati.
Esempi di ambiti di utilizzo: e-commerce, mobile commerce, pagamenti in store.

Collaborative Robots, altrimenti denominati cobots, ovvero macchine progettate per automatizzare operazioni ripetitive, in grado di riconoscere la presenza umana e, per questo, operanti in spazi di lavoro dove sono presenti delle persone (a differenza dei robot “tradizionali” a postazione fissa)
Esempi di ambiti di utilizzo: automazione processi industriali, lavorazioni meccaniche di precisione, attività di fine linea
Qualche riferimento: Cobot di Omron

AS/RS, ovvero Automated System/Retrieval System. Sistemi automatici o robots per lo stoccaggio e movimentazione della merce, pensati per minimizzare lo spazio a magazzino ed ottenere un livello più alto di efficienza e produttività. Diversi sono le tipologie di dispositivi: Trasloelevatore, Shuttle, Mini-load, A-frame, Autostore, …
All’interno di questa categoria faccio riferimento anche ai sistemi di stoccaggio semi-automatico (es. i caroselli orizzontali e i magazzini verticali) e agli AGVs, anch’essi ispirati alla filosofia “good to person”.
Esempi di ambiti di utilizzo: Magazzini logistici a stoccaggio intensivo
Qualche riferimento: Autostore, Shuttle di Swisslog

Virtual Robot Process Automation, ovvero soluzioni per automatizzare parte del processo allo scopo di liberare risorse economiche e umane consentendo alle organizzazioni di indirizzare le risorse verso le attività di maggiore valore aggiunto. Questa tecnologia è costituita da un sistema computerizzato in grado di rispondere a delle domande, poste in forma vocale o digitale, basandosi su algoritmi di Intelligenza Artificiale e Machine Learning.
All’interno di questa categoria faccio riferimento ai Chatbots e ai Digital Assistants.
Esempi di ambiti di utilizzo: Assistenti digitali su siti web istituzionali e/o e-commerce, invio messaggi automatici pubblicitari, acquisizione dati e preferenze di potenziali consumatori, personalizzazione dell’esperienza d’acquisto, …
Qualche riferimento: Watson di IBM, Siri di Apple, Amazon Echo Dots for Kids

Internet delle Cose (IoT), ovvero quel complesso sistema fatto di software (internet), dispositivi (le cose), sensori, processi e interfacce il cui scopo è sostanzialmente quello di monitorare in tempo reale, controllare e trasferire in rete informazioni utili a migliorare i processi decisionali che riguardano la gestione della supply chain, l’uso dei prodotti o l’ottimizzazione dell’esperienza d’acquisto del cliente presso i punti vendita. Tali dispositivi, applicati a macchine o ai prodotti venduti, sono in grado di rilevare dati relativi a diversi tipi di fattori ambientali (es. temperature, pressioni, movimenti, onde magnetiche, radiofrequenze, suoni, prossimità…) e di interfacciarsi con altre tecnologie quali beacons, mobile apps, telecamere, digital kiosks, RFID.
Esempi di ambiti di utilizzo: controllo avanzamento produzione, manutenzione preventiva, erogazione servizi a consumo, interazione con smartphone dei clienti presenti nello store, raccolta dati in tempo reale dei percorsi e movimenti delle persone all’interno di luoghi, “Smart Tracking”, “Smart Engagement”, …

Proximity Digital Communication, ovvero dispositivi utilizzati presso i punti vendita o in zone commerciali di grande passaggio al fine di attrarre l’attenzione, comunicare, interagire con il potenziale cliente, creare fedeltà al marchio (brand lovers). Esempi di questi dispositivi sono: in-store interactive kiosks, digital mirrors, digital signage, interactive windows displays, touch tables.
Esempi di ambiti di utilizzo: massimizzare l’esperienza d’acquisto del cliente (“experience driven commerce”) presso i punti vendita, corners, aereoporti, centri commerciali
Qualche riferimento: Vetrina Nike presso Selfridges, Samsung Smart Signage

AI e Advanced Analytics, ovvero quei sistemi e algoritmi applicati sui dati in grado non solo di descrivere la situazione attuale o passata (Business Intelligence) ma anche di auto-apprendere e di rispondere a domande relative a cosa potrebbe accadere nel futuro, identificare i comportamenti o implementare autonomamente azioni sulla base di analisi svolte. Il fine ultimo è fornire informazioni tattiche e strategiche (insights) per ottenere un rilevante vantaggio competitivo.
Esempi di ambiti di utilizzo: supporto decisionale, ottimizzazione gestione operativa, problem solving di problemi complessi, ottimizzazione del servizio di customer care, manutenzione predittiva, cybersecurity e gestione dei rischi, supply chain management, search engine online, chatbots, digital assistants, aggregatori di notizie (o cose analoghe) sul web, addestramento robots, sviluppo applicazioni software as-a-service, …
Qualche riferimento: Google DeepMind AI

API, , ovvero Application Programming Interface. Sono strumenti di programmazione prodotte, di norma, da terze parti (vendor di prodotti as-a-service o software house/industrie del settore informatico) che vengono messe a disposizione degli sviluppatori per facilitare lo sviluppo di proprie applicazioni di business (in particolare quelle attive su dispositivi mobili) di vario genere.
Esempi di utilizzo: ovunque serva sviluppare programmi software che si interfacciano con altri software/piattaforme al fine di effettuare comandi o acquisire/inviare dati.
Qualche riferimento:
API Marketing di Facebook, API Docebo

L’importanza del dato

Al complesso sistema tecnologico delle aziende attuali si prospetta quindi un rilevante aumento della complessità sia in termini di implementazione delle nuove tecnologie sia in termini di integrazione, coordinamento e gestione dei dati generati.

Sono dati con caratteristiche eterogenee (strutturati e destrutturati, storici e in tempo reale), provenienti dall’esterno o generati dall’interno da fonti altrettanto differenziate: sistema ERP aziendale, sensori, Business Apps, Social Media, tools web, sistemi CRM, log di sistema, solo per citarne alcune.

I dati raccolti vanno a comporre i Big Data, ovvero una costellazione di dati e informazioni la cui varietà, velocità e volume non permette di governarli e processarli utilizzando approcci e strumenti di storage tradizionali.

Un contesto del genere richiede un approccio secondo una logica “orizzontale, di tipo interfunzionale e multi-applicativa, molto differente da quella classica, di tipo verticale, sviluppata secondo una logica “addizionale” (ottimizzazione più in certi settori rispetto ad altri).

Dal punto di vista degli strumenti di storage, questi devono tenere conto di fattori essenziali nel loro insieme:

  • velocità di provisioning
  • prestazioni per gli utenti
  • scalabilità
  • contenimento dei costi
  • semplicità di gestione
  • sicurezza e protezione

In questo senso si capisce come l'”bridazione” del sistemi informativi (uso di soluzioni “as a service”) e dello storage (data centers + cloud pubblici + cloud privati) costituisce la risposta più “smart” alle nuove esigenze tecnologiche.

Fonte: Microsoft Azure – https://azure.microsoft.com

Conseguenze

La combinazione tra tecnologie moderne e dati ci sta portando ad un nuovo modo di comprendere il mondo e di prendere le decisioni (e questo vale non solo per le aziende ma anche per le istituzioni e i governi).

Oggi la Digital Transformation richiede un nuovo approccio, olistico ed integrato, che impone il disegno di un nuovo modello aziendale dove sono presenti obiettivi chiari, dove si comprendono le vere necessità aziendali e dove la tecnologia ha un ruolo si importante ma è solo uno degli elementi.

Questa rivoluzione però non dovrebbe stimolare al cambiamento solo perchè è il mercato che lo chiede. Essa porta un altro valore all’impresa che decide di trasformarsi da azienda tradizionale ad azienda “data-driven”.

Accanto agli assets tradizionali, infatti, quali il CAPITALE UMANO, la PROPRIETA’ INTELLETTUALE, le INFRASTRUTTURE e le OPERATIONS l’azienda data-driven acquisisce un nuovo patrimonio, forse il più differenziante, ossia il CAPITALE del DATO, da accrescere qualitativamente e da proteggere.

Conclusioni

All’inizio del post ho fatto riferimento al “viaggio” che intraprendono coloro che innovano. E’ effettivamente un viaggio verso un mare di cui ho due certezze e una sensazione.

Le due cose di cui sono certo è che siamo solo all’inizio e che sarà un viaggio impegnativo e pieno di incognite (ma si sa, un mare calmo non ha mai prodotto navigatori esperti).

La sensazione è che questa grande opportunità offerta dalla trasformazione digitale possa trasformarsi in un ultimo treno, un treno assolutamente da non perdere se si vuol continuare a crescere e prosperare.

One thought on “Il ruolo delle tecnologie nella Digital Transformation

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *